Design e crisi climatica

I disastrosi eventi climatici verificatisi negli ultimi mesi ci hanno messo di fronte alla verità: la crisi climatica non più solo uno slogan da ambientalisti, ma una realtà con cui dobbiamo confrontarci quotidianamente.

Ogni ambito della nostra vita ne è coinvolto: dagli affetti, al luogo di lavoro, allo sport, fino all’alimentazione e alle nostre abitudini.

Per questo motivo anche discipline come il design sono pienamente coinvolte, per adottare dei processi più sostenibili ed eco-compatibili. Si parla quindi di Eco Design o Green Design, il movimento che mira a includere criteri di sostenibilità nella concezione e nello sviluppo dei prodotti.

Alcune importanti aziende già da diversi anni hanno modificato (se non addirittura rivoluzionato) i loro sistemi produttivi, a favore di processi che facciano fronte alla crisi climatica, riducendo ad esempio la loro impronta carbonica, riducendo o eliminando l’utilizzo dell’acqua oppure utilizzando fonti di energia alternative.

Anche i piccoli studi e i singoli professionisti sono chiamati ad adottare delle linee guida per fronteggiare l’emergenza.

Al momento, l’Eco Design si concentra principalmente sulla riduzione dell’impatto nella fase progettuale, che è fondamentale per determinare l’eco-compatibilità del prodotto finale. In questa fase il designer può ricercare la soluzione migliore per creare un prodotto sostenibile. Ad esempio, il peso e la dimensione sono caratteristiche fondamentali, che possono ridurre notevolmente il consumo di materiale e le tempistiche di trasporto. Un altro punto fondamentale è la scelta del materiale, che dev’essere pensata anche in funzione della longevità del prodotto.

La progettazione sostenibile richiede al designer originalità e spirito d’innovazione, anche se la crisi climatica è oggi un tema sempre più dibattuto e affrontato.

Anche le scuole di design si sono adeguate, offrendo corsi specializzati, dove possono imparare a creare delle pratiche di design sostenibile, che siano al tempo stesso sofisticate e pratiche. La speranza è che questa tendenza diventi permanente, come parte integrante della pratica di design.

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