10 CEO del design

Design italiano: l’esperienza dell’isolamento porta a una convergenza degli spazi

La cancellazione del Salone del Mobile ma non solo: sono tanti gli stravolgimenti a cui il mondo del Design deve far fronte, in seguito all’emergenza sanitaria. Ecco quanto emerge dal Panel sul Design 2020 di EXS Italia, la società di Executive Search di Gi Group, che quest’anno ha coinvolto: Eugenio Cecchin, CEO di Aiko; Giuseppe Scaturro, CEO di Axolight; Roberto Gavazzi, CEO di Boffi; Gianmarco Budri, AD di Budri; Giovanni Battista Vacchi, AD di Colombini Group; Marco Borghetti, CEO di Effegibi; Massimiliano Giacomelli, CEO di Faram; Giorgio Gobbi, CEO di Italian Design Brands; Daniele Roda, CEO Roda Design; Nazzario Pozzi, Board Director Visionnaire.

La necessità di difendersi dal Coronavirus, agendo nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale e sulla riduzione degli spostamenti, ha un impatto significativo sulla vita quotidiana e sul rapporto con l’abitazione.

«Le misure di isolamento sociale hanno portato gli italiani a ripensare gli ambienti domestici e le loro esigenze casalinghe. In questi giorni, ognuno di noi entra nelle case dei propri colleghi con videochiamate che si tengono in cucina o spesso in postazioni improvvisate. Se già da tempo assistevamo a una convergenza degli spazi e comfort domestici all’interno dei luoghi di lavoro, ora la convergenza diventa bidirezionale: come sostengono i nostri intervistati, l’abitazione non sarà più un semplice luogo dove rientrare a dormire. Sarà quindi necessario ripensare anche alla concezione degli spazi casalinghi»: così si esprime Filippo Cesarino, Practice Leader EXS Italia.

Questo cambiamento di prospettiva e queste nuove esigenze hanno delle forti implicazioni sul settore del design, che si deve aspettare «una rivisitazione degli ambienti e di conseguenza dei prodotti che li caratterizzeranno». Ma concretamente quali sono le prospettive all’orizzonte?

  • Cambiamento del rapporto tra vita privata e vita professionale nell’utilizzo dell’ambiente casa: ciò significa, in primis, una riorganizzazione degli spazi domestici in funzione della sicurezza e di un utilizzo accentuato dello smart working;
  • crescita del prodotto “casa”, che diventa un luogo “da vivere” maggiormente, dove potersi dedicare a diverse attività che prima venivano associate a spazi e contesti diversi dall’abitazione (il lavoro);
  • diffusa esigenza di sfruttare -ove presenti- gli spazi esterni, sempre più concepiti come un prolungamento della casa: giardini, verande e terrazzi per i quali studiare e sviluppare soluzioni in termini di arredamento strutturale e cura dei dettagli;
  • aumento della necessità del “co-living”, potenziale nel segmento dell’home-office e degli spazi progettati in maniera multifunzionale per lo smart working;
  • sensibilità particolare per la tutela della salute — pertanto, soprattutto nei luoghi di lavoro e di socialità, sarà necessario prestare attenzione all’igiene e alla sicurezza degli spazi, progettando e predisponendo, ad esempio, postazioni di co-working o open space sanificate.

Conclude Filippo Cesarino: «Il design assume più importanza in uno scenario di maggior apprezzamento dei luoghi dove si passano i momenti importanti della vita e dove forse trascorreremo anche più tempo di prima. Riuscire a comprendere l’evoluzione dei bisogni dei consumatori, in primis quello di poter svolgere a casa una serie di attività che fino ad oggi associavamo a luoghi altri, è una direzione che il settore del design italiano ha intenzione di percorrere anche per facilitare la ripresa dopo il lockdown. In tal senso, la casa degli italiani dovrà sempre più prevedere anche aree all’aperto e spazi dove poter lavorare e concentrarsi, ma anche fare attività fisica, ad esempio. Il muro che separava la vita privata dalla vita professionale e sociale è stato demolito dall’esperienza della quarantena».

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