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Euroshop: segnali dal futuro del retail

Euroshop è la manifestazione di riferimento per tutto il settore Exhibit Design e Retail. Un concentrato di innovazione, materiali, idee e sistemi per creare spazi sempre più funzionali, accattivanti ed in grado di catturare l’attenzione. Sul prossimo numero di Allestire lasceremo ampio spazio al report della manifestazione. Ma, in queste poche righe, qui ci concentriamo sulle principali tendenze che emergono da Euroshop.

Il primo riguarda la rappresentatività stessa della manifestazione. Chi ha visitato sia l’edizione 2017 sia quella 2020 non può non aver notato alcune differenze importanti. Innanzitutto il calo di espositori del mondo luce, uno dei fattori più importanti e decisivi nella creazione di spazi vendita. Sicuramente la prevista edizione di Light & Building ha portato molti espositori ha fare una scelta precisa, a favore della manifestazione di Francoforte (che poi è stata rinviata a fine settembre per le questioni che tutti conosciamo), e quindi il comparto luce ha perso un po’ della sua importanza, pur presentando delle soluzioni veramente interessanti sia a livello di apparecchi che di sorgenti luminose (si sta lavorando molto sulle temperature e la resa della sorgenti).

Dallo stand di Zumtobel, la temperatura della luce su diversi tipi di spezie

In calo anche la parte degli arredamenti: una decina di anni fa importante nell’economia delle merceologie rappresentate e con una forte presenza di azienda italiane. L’edizione 2020 ha mostrato questa tendenza, e a parte i grandi big del settore c’era veramente poco da vedere. Anche il comparto Exhibit, vale a dire sistemi per le fiere, ha dimostrato la crisi del settore, con poche presenze e qualche assenza di rilievo, a favore però di soluzioni integrate e “leggere” che dimostrano una evoluzione verso prodotti più easy, più flessibili, più integrati. Dai Box agli allestimenti tessili, con integrazioni sempre più importanti di tecnologie multimediali e modularità compositiva, in grado di soddisfare le esigenze di piccole esposizioni e di grandi allestimenti.

Anche sulle pavimentazioni qualche assenza importante, a testimonianza di come le aziende operino sempre di più scelte strategiche per la promozione fieristica e si concentrino di anno in anno verso settori specifici. Ultima nota “critica” riguarda il mondo delle coperture leggere, praticamente assenti. Forse anche in questo caso si paga la crisi del mondo fieristico, o forse lo stesso comparto è in cerca ancora di una sua dimensione specifiche a livello di rappresentanza (sono sistemi espositivi, architetture, promozionale, protezione solare?).

Le strutture modulari di Modulbox

Ma veniamo alle note più positive. Sempre fortissimo il mondo food e legato alla grande distribuzione, soprattutto per quanto riguarda refrigerazione e sistemi di pagamento/gestione. Quest’ultimo è forse il settore che cresce di più, spinto anche da un’evoluzione tecnologica molto veloce (non a caso EuroCis, che raggruppa le aziende che si occupano di gestione, controllo e pagamenti è uno spin off con cadenza annuale) e dalla spinta data dal cambiamento delle abitudini di acquisto, sempre più on line e con dispositivi portatili, a indicare come il negozio fisico stia diventando più simile alla shop online, dove il consumatore opera in proprio sia le scelte di prodotto che il modo di pagarle.

Un’evoluzione che si rispecchia anche in una trasformazione radicale del ruolo del punto vendita, dove tecnologia e intrattenimento prendono il posto di esposizione e varietà merceologica, diventando luogo fisico dove magari trascorrere qualche ora di svago e delegare l’acquisto di prodotto in un secondo momento, magari comodamente sul divano di casa.

Un cambiamento che spiega in parte anche l’assenza di mobilieri e produttori di sistemi, ma che trova le sue radici proprio in una trasformazione ormai in atto verso un sistema di vendita che integra diverse soluzioni. Cambiamento che naturalmente oggi riguarda solo grandi brand o catene, vale a dire chi può investire in questa direzione, ma presto anche il piccolo dettaglio dovrà trasformarsi e adattarsi a un nuovo modello di acquisto se vorrà sopravvivere.

A sinistra lo stand di PLEXIGLAS® by Röhm 
A destra Alpac, con il suo Diner

Molto interessante tutta la parte legata ai materiali. Non grandi novità o rivoluzioni, gamme sempre più ampie e diversificate, ma sempre più trasversali e attente al mutamento in atto, dove il confine tra pubblico e privato, tra vendita e ospitalità si sta sempre di più confondendo e contaminando. Materiali di ogni tipologia, dalle materie plastiche al tessile, dal legno ai laminati, dove personalizzazione ed effetti materici sono protagonisti assoluti di una ricerca che spinge verso una estetica più originale, accattivante e adatta a varie tipologie di ambienti.

La parte multimediale è sempre importante, con sviluppi interessanti in termini di possibilità applicative e di integrazione con sistemi espositivi, ma soprattutto vediamo la proposta di aziende sempre più orientate al servizio di general contractor, un chiavi in mano in grado di coprire tutte le necessità di un punto vendita, di una mostra, di un allestimento. In questo senso abbiamo visto un’evoluzione interessante, con aziende che seguono ogni aspetto del percorso realizzativa, dalla progettazione alla selezione dei materiali, dalla realizzazione all’installazione.

Lo stand di Hans Boodt Mannequins

Concludiamo infine con uno dei comparti simbolo di Euroshop: i manichini. Qualche nome in meno, ma grande ricerca su materiali (con la stampa 3D in primo piano), sulle pose, sulla dinamicità, a sottolineare quella voglia di stupire e attrarre che dicevamo all’inizio. Un mondo affascinante, con proposte tecniche e artistiche, a volte molto autonome e specialistiche, in altri casi integrate e sovrapposte per cerare qualcosa di diversi e di unico.